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di Sabato 21 Ottobre 2017





Europa - Restrizioni alla circolazione dei lavoratori rumeni e bulgari

Il prossimo 1 gennaio 2007 Romania e Bulgaria saranno ufficialmente e formalmente membri dell’Unione europea che salirà a 27 Stati. Come per le adesioni del 1 maggio 2004 anche per questi Paesi gli attuali Stati membri possono prevedere deroghe alla normative vigente per l’accesso al lavoro subordinato dei cittadini europei.

Gli Stati membri possono comunicare alla Commissione europea la loro decisione. Regno unito e Irlanda nel 2004 optarono insieme alla Svezia per una totale liberalizzazione degli ingressi, registrando un afflusso di lavoratori provenienti dai nuovi Paesi membri al di sopra delle aspettative (nel Regno Unito si sono registrati circa 600,000 lavoratori contro una stima di 18000). Successivamente altri cinque Paesi membri hanno eliminato le deroghe mentre altri cinque hanno introdotto sistemi di ingresso parzialmente “liberi”, rimanendo Germania e Austria i soli Paesi che hanno mantenuto le deroghe.

Quanto a Bulgaria e Romania, il Regno Unito ha annunciato che limiteranno l’accesso ai lavoratori bulgari e rumeni eccetto che per una limitata quota di lavoratori altamente qualificati e di 20000 lavoratori stagionali destinati al settore agroalimentare. Analogamente hanno deciso Irlanda, Spagna, Germania, Asutria, Danimarca e Olanda.

Apriranno invece le porte Polonia, Finlandia, Slovacchia, Estonia e Lettonia. Per quanto riguarda l’Italia i Ministri dell'Interno e della Solidarietà sociale hanno emanato la circolare congiunta n. 2 del 28 dicembre 2006 recante disposizioni sulla libera circolazione e l'accesso al mercato del lavoro a partire dal 1° gennaio 2007 dei cittadini rumeni e bulgari.

La circolare chiarisce che nei confronti di tali cittadini non trovano più applicazione le disposizioni sull'ingresso ed il soggiorno contenute del Testo Unico sull'immigrazione (D.Lgs. n. 286/98), bensì le norme contenute nel D.P.R. 18 gennaio 2002, n. 54 e successive modifiche ed integrazioni (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di circolazione e soggiorno dei cittadini degli Stati membri dell'Unione Europea).

Per quanto riguarda l'accesso al lavoro è previsto il ricorso ad un regime transitorio per il periodo di un anno con restrizioni ma solo per i settori diversi dal lavoro dirigenziale e altamente qualificato, da quello agricolo e turistico-alberghiero, dal lavoro domestico e di assistenza alla persona, edilizio e metalmeccanico, nonché per il settore del lavoro stagionale e del lavoro autonomo. http://www.euractiv.com/en/enlargement/free-movement-labour-eu-25/article-129648


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